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Editore Elena Narbone - Direttore responsabile Elettra Gullè - Redazione redazione@murenaletteraria.it
MI PIACE SCRIVERE
A cura di Silvia Pillin silviapillin@gmail.com
Mi piace scrivere, lo faccio da anni. A volte penso che vorrei fare della scrittura il mio lavoro. Spesso mi chiedo perché. Mi chiedo se non sarebbe meglio lasciar perdere, rinunciare alla sensazione di libertà e leggerezza che provo mentre l’inchiostro riempie le pagine, smettere di credere che le mie parole servano a qualcuno o a qualcosa. È una sensazione difficile da spiegare, la necessità di mettere i pensieri su carta. Potrebbe sembrare presunzione.
Natalia Ginzburg diceva: “Il mio mestiere è scrivere, e io lo so bene da molto tempo”. Ma subito dopo aggiungeva: “Spero di non essere fraintesa: sul valore di quel che posso scrivere non so nulla”, a sottolineare che per lei non era importante quello che scriveva, ma la sensazione che l’atto stesso della scrittura generava in lei.
Amo molto Natalia Ginzburg e le sue opere, soprattutto amo molto i suoi saggi, quelli raccolti sotto il titolo Le piccole virtù e quelli di Mai devi domandarmi. Mi riconosco molto nelle sue parole e spesso mi rifugio tra le sue pagine pacate e quiete, ma venate di immancabile ironia. Come nel saggio intitolato Ritratto di scrittore: “Lo scrittore, da giovane, si sentiva in colpa, quando scriveva. Non sapeva perché. Scrivere era quello che desiderava e si proponeva di fare fin dalla sua prima infanzia. Si sentiva però in colpa. Confusamente pensava che avrebbe dovuto coltivarsi e studiare, per scrivere cose più serie. Non studiava; ma passava il tempo a pensare che doveva coltivarsi. Le ore in cui scriveva, gli sembrava che fossero ore rubate.
Scrivendo, gli sembrava di dover correre a precipizio verso una conclusione. Gli era già successo più volte di non finire quello che cominciava; perciò finire era la sua aspirazione essenziale. Poi forse fuggiva il proprio senso di colpa”.
Quando ho letto per la prima volta queste frasi mi ci sono riconosciuta all’istante. Credo che sia molto bello e molto importante trovare uno scrittore o anche solamente un libro in cui rispecchiarsi. È consolante, fa sentire meno soli, meno alieni. Per quanto riguarda il mio rapporto con la scrittura ho provato questo senso di comprensione nelle parole di Natalia Ginzburg.
Mi piacerebbe sapere chi avete incontrato voi.
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