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IL FESTIVALETTERATURA DI MANTOVA
A cura di Caterina Ugoli caterina.ugoli@libero.it
Libri, libri, libri. Libri raccontati a voce alta, libri commentati e interpretati, libri che diventano oggetto di scambio.
E gente, gente, gente. Che è poi il numeroso popolo dei lettori, degli scrittori, e degli immancabili curiosi. Sono
questi i protagonisti che dal 6 al 13 settembre hanno animato il Festivaletteratura di Mantova, giunto con successo alla sua
decima edizione.
Ma c'è anche la città: il pittoresco scenario offerto dai monumenti, dalle piazze, dai chiostri e dalle chiese
della città dei Gonzaga sembra essere lo sfondo più adatto per la kermesse letteraria, grande quanto basta per
offrire una dozzina di punti d'incontro, eppure piccolo abbastanza da attraversare a piedi.
Cento sono gli autori ospiti e centosessanta gli eventi organizzati. Mantova si apre in questi giorni alla letteratura, nel
vero senso della parola. Lo fa, facendo accomodare scrittori e lettori nei bar e nei caffè per le Colazioni con
l'autore, improvvisando piccoli palchetti nelle piazze, come in piazza Sordello dove i cantastorie del Centro Internazionale
del Libro Parlato “Adriano Sernagiotto” di Feltre leggono, ad alta voce, i racconti dei più noti autori
italiani e stranieri per la gente che in cerchio li ascolta; ma anche ripopolando i teatri, perché la letteratura si
possa accompagnare alle altre forme artistiche, come il teatro, e vivacizzando i parchi giochi con gli eventi dedicati ai lettori
piccolissimi. E questo anno c'è una novità. Anche i cittadini vogliono partecipare; infatti alcuni di loro hanno
messo a disposizione i loro giardini perché scrittori, libri e pubblico entrino anche in casa loro.
E' una manifestazione vivace che ringiovanisce ogni anno grazie ai confronti letterari soprattutto tra generazioni. Sì
perché gli organizzatori del festival hanno sempre avuto un occhio di riguardo per le Scritture Giovani, una
serie incontri in cui gli scrittori esordienti si avvicinano a quelli già famosi. E non ci si ferma solo al panorama
italiano. Aneirin Karadog, Cristiano Cavina, Ana Prieto Nadal, Gaute Heivoll e Kristen Fuchs, sono questi i cinque nomi scelti
per la rassegna 2006 di Scritture Giovani, un evento organizzato in collaborazione con Illycaffè nella magica
cornice di piazza San Leonardo.
A guardare il formicolio della gente ci si rende conto che la letteratura ha ancora una grande forza attrattiva. Anche
perché Mantova accontenta i gusti di tutti, non solo riguardo ai generi letterari: si parla di sport con i documentari
di Scrittori nel pallone, di politica, dei problemi attuali come quelli delle migrazioni presentati da Erri de Luca,
di economia, di grafica editoriale con Italo Lupi e Mario Piazza.
“Sono due i festival che finora mi hanno entusiasmato” dice sorridendo Tim Parks, lo scrittore londinese che ora
abita nei pressi di Verona e che a Mantova ha presentato il suo ultimo libro, “Il silenzio di Cleaver”, “il
primo è stato ad Adelaide, l'altro è il festival di Mantova, non me lo sarei aspettato, ma sfiora quasi la
perfezione, nel posto giusto, nel mese giusto e con un'ottima organizzazione e soprattutto con un pubblico che giunge da tutta
Italia per ascoltare quello che hanno da dire coloro che passano tutto l'anno a mettere per iscritto le loro storie”.
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